FABER – PRINCIPE LIBERO

Questo articolo deve per forza iniziare così:

Piangere nel 2018 in un cinema di provincia per un film dove viene raccontata velocemente ma intensamente la morte di Tenco accaduta 51 anni fa.   FATTO.

Ebbene si, anche questa volta, comodamente seduto sulla poltrona della sala ho lasciato andare commozione e lacrime a volontà.

Per FABRIZIO DE ANDRE’ – PRINCIPE LIBERO mi sono offerto come volontario per il turno di proiezione, ero troppo interessato a questo lavoro di Luca Facchini per perdermi l’occasione e anche se sapevo che la durata era di oltre tre ore, ho alzato la mano e sono stato felicissimo di farlo.

Tre ore e quindici minuti, per l’esattezza, infatti verrà anche trasmesso su rai 1 in due serate a Febbraio, ma alla fine sarei andato avanti per altre tre ore.

Troppo appassionante e troppo emozionante ripercorrere la vita di questo grande e unico cantautore che ha legato la sua vita alla canzone d’autore, a Genova e alla Sardegna.

Personalmente non sono mai impazzito per la musica di DeAndrè, anche se è un autore che mi piace molto, possiedo qualche suo disco e ho visto più di una volta il dvd del suo concerto con la PFM. Stimo il suo modo di scrivere e il suo stile così anarchico di raccontare gli ultimi e di percepire l’amore. Solo che semplicemente i miei gusti prediligono una musica un po’ più sostenuta e un po’ più immediata.

Tornando al film, siccome sarà tra venti giorni in TV non racconterò nulla, non racconterò dell’incipit posizionato in mezzo alla storia, non racconterò del racconto della adolescenza scapigliata di Faber, del suo rapporto contrastante con il padre, del donnaiolo sempre circondato da donne sensualissime e meravigliose, della costante insoddisfazione che ha percorso ed ispirato il percorso creativo, dell’amicizia con Paolo Villaggio, dello scambio di idee con Tenco, del sequestro . . . .

. . . . . anche se qui non si parla del film, ma della vita dell’artista . . .

molto ben narrata e strepitosamente interpretata da Luca Marinelli.

Luca Marinelli è il futuro del cinema italiano.

Qui lo dico e qui lo sottoscrivo.

Leggo oggi, negli articoli on line che commentano la due giorni di proiezione nelle sale, che il film ha portato nelle sale un pubblico maturo. Per età e per contenuti.

Averlo amato così tanto mi impettisce.

Ora, come spesso accade, sfrutterò la scia delle emozioni ancora vive e tornerò ad ascoltare Faber per qualche settimana, per un ripasso necessario e doveroso.

Ecco qui una piccola ideale playlist delle mie preferite di Fabrizio De Andrè:

HO VISTO NINA VOLARE

DOLCENERA

DON RAFFAE’

FIUME SAND CREEK

VOLTA LA CARTA

ANDREA

VERRANNO A CHIEDERTI DEL NOSTRO AMORE

UN GIUDICE

IL SUONATORE JONES

IL GORILLA

BOCCA DI ROSA

e poi tutto il suo primo album TUTTO FABRIZIO DE ANDRE’, senza escludere nessuna canzone.

 

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CHE DOLORE, DOLORES !

E’ passata una settimana e la notizia drammatica ancora aleggia nell’aria.

Lunedì scorso, sono uscito da un appuntamento e una volta salito in macchina ho sentito che stavano trasmettendo ZOMBIE dei Cranberries, e poi lo speaker ci ha aggiunto con tono strozzato l’annuncio della morte di Dolores O’Riordan.

Impietrito.

E’ vero, negli ultimi anni sono stati in molti, George Michael, Prince, David Bowie, Chris Cornell, Lou Reed. . . .  tanti nomi che ho ampiamente omaggiato nel mio programma in onda tutti i venerdì sera su Radio Cantù. . . ma questa volta . . .

I Cranberries hanno fatto parte in modo stabile e duraturo dei miei anni ’90/inizio 2000. Ero un fans. E devo dire che anche oggi riprendo spesso le cassettine e le ascolto, in realtà NO. . . oggi prendo le cassettine e poi smanetto su you tube per ascoltare questa o quella canzone.

Li ho visti anche una volta dal vivo: a Brescia, nel 1999. Il tour di Bury the Hatchet. Ricordo ancora quella giornata, io appena ventenne partito in macchina carico di entusiasmo alla volta dello “Stadio Rigamonti” con un mio amico che poi con il passare degli anni non è stato molto fortunato, con una collega che ancora oggi lavora con me e con il suo fidanzato di allora che anche oggi intravedo sui social ogni tanto. Ricordo che prima del gruppo irlandese aveva suonato ANDREAS JOHNSON  che in quell’anno andava forte con il singolo GLORIUS. Poi però è arrivata lei. E sono rimasto completamente affascinato e rapito. Come muoveva le gambe in quel balletto solo suo sulle note di ANIMAL INSTICT  e LOUD AND CLER . . . .  io ed il mio amico non ci siamo accontentati di vederla dagli spalti, siamo volati giù nel prato di corsa per arrivarle il più vicino possibile. Ho sempre subito il fascino di Dolores. E poi il ritorno a casa stanchi morti e vinti dal sonno. Pericolosissimo.  . . . ricordo davvero bene quel giorno.

Ecco dunque dieci pezzi dei Cranberries che mi sento di consigliare a chi, magari perchè è troppo giovane, non li conosce bene. Lasciatevi incantare dalla voce di un angelo: Dolores. Mi mancherai.

I CAN’T BE WITH YOU . . .  il vocalizzo del ritornello è un orgasmo

ZOMBIE . . . la più conosciuta in assoluto

DREAMING MY DREAMS . . . una ballata delicatissima, spesso la inserisco nelle playlist natalizie

SALVATION . . . . tutta l’anima rock della band è rinchiusa in questo pezzo velocissimo e breve

WHEN YOU’RE GONE . . . altra ballata delicatissima, c’era una ragazzina che mi piaceva un sacco e questa è stata la prima canzone che le ho dedicato

WAR CHILD . . . canzone impegnata, ma se volete sentire la massima espressione vocale di Dolores qui siete al TOP.

I JUST SHOT JOHN LENNON . . . un altro pezzone sostenuto e decisamente rock

ANIMAL INSTICT . . . la fase più commerciale della band passa da questo pezzo incredibilmente orecchiabile e ballabile

LOUD AND CLEAR . . . la mia preferita in assoluto

SHATTERED . . .  altro lentone con una voce così delicata da riuscire ad accarezzare

 

Ultimo pensiero . . .

E’ incredibile come si riesca a “soffrire” per la perdita di persone che in realtà non abbiamo mai conosciuto di persona. Ma forse è proprio questa la grandezza di un artista, riuscire ad entrare nelle vite delle persone comuni con i loro testi, le loro canzoni e lasciare un segno indelebile nell’anima.

MANCHESTER BY THE SEA

Ci sono voluti più di tre giorni, e forse ancora non bastano, per smaltire tutta l’angoscia che mi è entrata in circolo guardando questo capolavoro al cineforum martedì sera, turno capitato ad hoc per questo meraviglioso film che l’anno scorso ha fatto incetta di premi . . . . .stra meritati.

Kenneth Lonergan, il regista, uno che in sedici anni di carriera ha fatto solo tre film, ci mette davanti al festival del dolore, l’elogio della sofferenza: uno di quei film che ti martelli le palle alla Tafazzi e sei supercontento di farlo. Perchè è un piacere sedersi in poltrona davanti ad un opera di così alto spessore.

Di alto spessore è la recitazione di Casey Affleck, il protagonista, che gli è valsa la statuetta per miglior attore protagonista.

Lee è un uomo che fa tutti i santi giorni i conti con un passato drammatico e straziante che non lo lascia stare, un uomo che ha scelto l’isolamento e la lontananza da casa per provare a fuggire dal dolore, ma che in realtà galleggia tra un lavoro odiato e qualche birra di troppo al bancone del bar. Zero rapporti con le altre persone se non la voglia sconsiderata di farsi picchiare e accentuare il dolore dentro con quello fisico.

Di colpo viene a mancare suo fratello e si trova costretto a tornare al paese per prendersi cura del nipote adolescente, di cui diventa il tutore legale. Inizia così una relazione contrastante tra lo zio “inutile” e “morto” ed il giovane pieno di vita e di voglia di vivere.

Il contrasto tra la morte dentro e l’esplosione della vita è il tema portante del film, lo zio che rifiuta ogni tipo di interazione con le donne e con le persone in generale e il nipote che invece ha addirittura due/tre ragazze e vive le prime esperienze sessuali.

Lee vive nel silenzio, i suoi “va bene” sono il manifesto della rinuncia a vivere, combattere; il passato ed il senso di colpa sono troppo forti e troppo dolorosi . . . . non vi scrivo qui cosa è successo nel passato di questo uomo distrutto, ma soltanto che in mezzo al film ci sono dieci minuti in cui tutto è raccontato magistralmente sulle note dell’ “Adagio di Albinoni” che a me emoziona sempre perchè mi riporta a ” An American Prayer” di Jim Morrison e alla bellissima ” A feast of Friends “.

Solo verso la fine del film, la storia apre ad un possibile riscatto del protagonista , prima con il colloquio per strada con la ex moglie ( una scena davvero intensa e toccante ) e poi con la semplicità di un lancio con la pallina. Gesto davvero molto significativo.

Ma il regista decide di non darci una risposta definitiva. . . . restiamo con la possibilità ma non la verifichiamo.

Il racconto viene narrato facendoci scoprire il passato del protagonista poco per volta, attraverso l’utilizzo del flashback. Scelta più che lodevole. Risulta chiaro il cambiamento tra il Lee di prima e il Lee del presente.

Io mi sono emozionato molto, anche se non ho pianto.

Ma mi sono riempito di dolore, angoscia e tristezza. L’ho vissuto con empatia.

E comunque ogni volta che guardo un film così sento di infilare una monetina d’oro nel salvadanaio della vita. Mi arricchisco.

LA BELLEZZA DEL RACCONTARE

Ci sono serate che ti smuovono qualcosa dentro pur restando seduto sul divano con un libro in mano e la TV accesa di fronte.

E’ successo ieri sera, mentre riposando dopo una giornata intensa, mi sono sentito riempito da quel che ho visto in televisione.  Ero immerso nella lettura del mio primo libro dell’anno quando mi sono accorto che a CHE TEMPO CHE FA c’erano Maryl Streep e Tom Hanks. Che colpo ragazzi! Così mi sono lasciato rapire dal fascino di queste due star planetarie e pur non essendo io per nulla un fans di Fabio Fazio mi sono lasciato catalizzare davanti allo schermo dalla bravura del conduttore nel portare avanti agevolmente e simpaticamente l’interviste con questi due mostri sacri del cinema.

Mi sono sentito molto coinvolto dallo stupore e dalla gioia della attrice nel ricevere una foto con autografo di Anna Magnani: anche gli artisti Top hanno dei loro idoli, dei loro punti di riferimento. .  che bellezza.

E poi ovviamente la presentazione del loro nuovo film, il racconto di una vicenda realmente successa negli USA, l’intensità della loro recitazione negli spezzoni mostrati al pubblico, il libro di Tom Hanks fatto da racconti brevi. . . . . insomma venti minuti ( o forse di più ) di televisione che mi hanno regalato emozioni.

Ma non solo, e vi assicuro che io non guardo quasi mai questo programma  . . . poi il film di Ligabue.

La voglia di Luciano di raccontare la vita di provincia. La meraviglia, e sottolineo meraviglia, delle immagine così intense e toccanti del film che mi hanno fatto brillare la scintilla della narrazione.

Io faccio lo scrittore per passione. Adoro raccontare, condividere, inventare storie e sono troppo sensibile a questo tipo di arte.

Mi è venuta voglia di alzare l’asticella, di cimentarmi con qualcosa di  . . . . . . .

. . . .  mi sono fermato qui. Al TG mentre scrivo questo articolo han fatto un servizio sulla morte di Dolores O’Riordan. . .  Sono in lacrime.  Non riesco a commentare ora la notizia.

Tornando al pezzo ( dopo qualche minuto di tristezza ), pensavo già dall’inizio di chiuderlo scrivendo dell’ ultimo film che ho visto:

IL RACCONTO DEI RACCONTI di Matteo Garrone.

Film liberamente tratto dal libro LO CUNTO DE LI CUNTI di Giambattista Basile datato 1630 circa. . .  la raccolta di fiabe più antica d’Europa.

E’ un film che ha vinto sette David di Donatello e se non ho sbaglio ho letto nei titoli iniziali che è considerato patrimonio culturale nazionale.

E’ un film del 2015, diviso in tre episodi che si intrecciano tra di loro soltanto sfiorandosi, un film che parla dell’amore e di come pur essendo il sentimento più nobile e più semplice da provare, è sempre il più difficile e complesso da far incastrare alla perfezione tra gli individui.

Una regina non riesce a concepire un figlio, e grazie ad un sortilegio sacrifica la vita del marito per avere quella di un erede. Figlio che poi la abbandonerà per inseguire il gemello più libero e meno legato ai vincoli reali.

Due anziane sorelle ingannano grazie ad un equivoco il Re del loro regno, malato di sesso, e col desiderio della lussuria dimenticheranno la vera essenza del legame familiare.

Un Re che alleva una pulce indice un torneo per trovare lo sposo di sua figlia. Lascerà la primogenita nelle mani di un orco.

Tre storie molto particolari e al limite del grottesco, una pellicola non concepita per un vasto pubblico. Un film che dura molto e che a tratti di rivela anche un po’ pesantino.

Mi è piaciuto.

Ma forse ci avevo appoggiato sopra qualche aspettativa in più.

Chiudo che vado ad ascoltare qualche pezzo dei Cranberries in ricordo dei miei venti anni.

I FILM DELLE FESTE

Non so se dire finalmente o no, ma sono finite le feste!

E adesso è ora di rimettere giù la testa e lavorare, ideare, creare e sopratutto promuovere il libro nuovo.

Ma durante queste feste ho visto cinque film, e ora brevemente ve ne parlo, in ordine cronologico di come li ho visti.

COCO il nuovo film della Pixar. Molto molto bello. Davvero. L’ho visto, pensate, per due pomeriggi di fila, avendo il turno come proiezionista al cinema. In realtà la seconda volta l’ho seguito a spizzichi e bocconi, ho preferito creare nuove relazioni interpersonali con gli altri volontari che facevano la maschera o i baristi. . .  cmq davvero un film bello. Ecco  non so quanto possa ritenersi natalizio, e sopratutto quanto possa ritenersi un film per bambini. Nella scena in cui il protagonista incontra per la prima volta gli scheletri ho percepito un sussulto di paura in sala, confermato dalle domande dei genitori durante l’intervallo . .” hai avuto paura? ti sei spaventato? “. Un film che mette davanti al tema della morte e che probabilmente non arrivo nel suo profondo ai bambini, anche se dicono gli esperti in psicologia che queste cose entrano detto anche senza accorgersi.

Io ho pianto. Non tanto ma solo per la dignità di uscire dalla sala senza gli occhi gonfi e rossi. Volevo piangere a dirotto. Il finale è fottutamente commovente.

Ho ripensato a mia nonna, a tutti gli anni vissuti con lei, e a quanto mi manca anche se nel mio quotidiano non sembrerebbe.

In realtà nel film c’è anche una componente che esorta ad inseguire i propri sogni e a non smettere mai di credere nei nostri desideri.Tema super affrontato anche da me, e poi proprio per il 2018 uno dei miei propositi è quello di spingere ancora di più sull’acceleratore verso la vita che vorrei.

Di natalizio c’è il corto di Olaf, venti minuti proiettati prima di Coco, una noia tremenda.

IL GRANDE E POTENTE OZ film del 2013 che è il prequel del famosissimo IL MAGO DI OZ del 1939. E a me la cosa fa un po’ ridere.

Comunque si sa, durante le feste si è un po’ disposti a guardare film così fantastici, pellicola diretta da Sam Raimi ( una garanzia ) e con protagonista James Franco.

Si narrano le vicende dell’illusionista Oscar Diggs che nel Kansas, nel 1909, lavora in un circo facendosi chiamare il Mago di Oz. Per fuggire da un nemico sale su una mongolfiera che incappa in una tempesta che lo proietta in una valle incantata e colorata. Qui viene accolto dalla strega buona che riconosce in lui il volto cantato in una vecchia profezia per la quale sarebbe arrivato un grande mago che avrebbe scacciato la strega cattiva. Il resto più o meno prepara a quella che sarà la storia meravigliosa vissuta da Judy Garland nei panni di Dorothy.

Un film che non mi ha impressionato, anzi, se vogliamo essere onesti fino in fondo. . ho anche sonnecchiato sul divano quella sera.

VACANZE ROMANE quando se non il giorno di Capodanno, di pomeriggio, ancora nel letto, recuperare una pietra miliare della storia del cinema? 1953 e ancora è nel mito.

Gregory Peck e Audrey Hepburn. Ragazzi io mi sono follemente innamorato di questa donna, con quel visino così dolce e leggero.

La storia la conoscete tutti, non serve certo che sia io a raccontarla, una sorta di Cenerentola con il finale rovesciato. Anche questo lieto fine scongiurato mi è piaciuto parecchio. E poi scene epiche viste soltanto in immagini, quella del giro in Vespa, quella della bocca della verità. . . . a metà film mi sono detto: Ma dove sono stato fino adesso?? Cosa ho visto finora?? Ci sono davvero un sacco di film da recuperare. . . .

Non vi ho ancora detto quali sono gli altri due film, ma vi anticipo che dei cinque questo è stato senza dubbio il mio preferito.

COME UN GATTO IN TANGENZIALE turno serale al cinema, in settimana, e occasione per guardare un film in sala con i miei genitori. Per questa commedia si sono mossi, e sapendo che ero di turno, ci siamo dati appuntamento nell’ultima fila in angolo a destra della sala. Una volta finite le procedure di avvio, li ho raggiunti in quel posto facile da trovare anche al buio.

Film molto molto bello. Il nome del regista, Riccardo Milani, non mi diceva nulla, ma poi cercando su google ho scoperto che è quello de LA GUERRA DEGLI ANTO’ e allora ho subito pensato che non poteva essere una semplice commediola per le feste.  E infatti.

Una storia che parla di integrazione, razzismo, cultura, livello sociale e lo fa facendo sorridere e divertendo. Un film molto intelligente e molto ben fatto.

Antonio Albanese è uno dei comici che preferisco, ma è anche uno straordinario attore capace di scatenare il sorriso pur “facendo” il drammatico.

La Cortellesi è tanta roba. Fisicamente, artisticamente, simpaticamene, recitamente e tutti i complimenti che si possono fare chiudendoli sempre con “ente”. Una meraviglia di donna. ( Certo non ai livelli di Audrey 🙂 )

Devo dire che tornato a casa qualche ora sveglia a riflettere sugli spunti offerti dal film le ho fatte. Prendere decisioni importanti e difficili nel nome della felicità è una cosa facile? Mah. .  . . .

SABRINA Oh ve l’ho detto. . . I love Audrey. Li voglio recuperare tutti.

1954, altra pietra miliare della storia del cinema. Audrey e Humphrey Bogart.

La figlia dell’autista di una famiglia nobile, si innamora del figlio del “padrone”, che però inizialmente non la ricambia. Successivamente nasce una amicizia con il fratello, freddo e calcolatore che però sfocia in qualcosa di più. E proprio in quel momento il bello, il primo fratello, si innamora di Sabrina. Un triangolo grottesco ma sempre elegante e di classe. Una storia raccontata magistralmente nonostante la sua semplicità. Il valore aggiunto del film è senza dubbio la regia di Billy Wilder, genio assoluto della storia della commedia americana.

Se possibile, in questo film, la Hepburn è ancora più graziosa che in Vacanze Romane. .  l’inquadratura celebre del suo volto al chiar di luna è qualcosa di anestetizzante. Ora ho il dubbio di recuperare qualche film con Marilin Monroe per vedere se fa lo stesso effetto.

Quel che è certo è che la voglia di mettermi in casa un quadro con Audrey ora mi è venuta davvero, basata su fondamenta che vanno al di la della moda di un qualsiasi arredatore d’interni.

 

TUTTO IL MIO 2017

Come consuetudine a fine anno si è soliti fare un bilancio di come è andato l’anno che se ne va e ci si riempie di buoni propositi per quello che verrà.

Così ho fatto anche io, in questo articolo, riassumendo però soltanto come è andato il 2017, perchè i buoni propositi questa volta me li tengo tutti per me. Ecco  dunque i momenti salienti del “mio” 2017:

Ci siamo abituati a Trump presidente, a Salvini e la sua Lombardia ‘franca’, agli attentati nel mondo come se piovesse ma non ci abitueremo mai all’idea dei mondiali senza Italia.

“La scimmia nuda balla, Occidentali’s Karma”

Ho trasformato il mio rapporto stabile e duraturo con l’alcool in un rapporto occasionale senza preliminari. Che tristezza.
Anche per questo però ho perso dieci kg e adesso potrei fare la controfigura di Cristiano Ronaldo. O Malgioglio.

Sei scudetti di fila.

Ho fatto una bella esperienza in qualità di moderatore a degli incontri per adolescenti organizzati dalla comunità SanTeodoro di Cantù, conoscendo personaggi famosi tra i quali anche Antonio Rossi. . .  anche così si cresce.

Ho superato Cardiff, ho superato la morte di Paolo Villaggio ma ancora non riesco a digerire il successone del reggaeton. “Suave suavecito”

Ho gioito per l’arrivo di un nuovo cuginetto e di un nipotino, e per una bella notizia che ha reso questo 2017 un anno davvero speciale.

Modena Park.

Le vacanze nelle Marche. Anche se questa volta non sono state tutto oro che luccica.

Ho scritto e pubblicato un nuovo libro, che mi sta dando grosse soddisfazioni che sommate a quelle arrivate grazie alla Radio hanno reso ancora una volta il mio anno ‘artistico’ più che positivo.

” Siamo come i tori a Pamplona. . . .PA Pamplona ”

Per la prima volta nella mia vita ( a memoria ) sono andato alla Messa di mezzanotte a Natale invece di essere nelle bettole del Polo Nord a bere birra e Campari.
Si l’ho già detto: che tristezza.

Ho spinto più su l’asticella di un impegno preso quasi sei anni fa.

Sul lettino dello psicologo ho giocato al Lego con la mia vita e qualche mattoncino è rimasto ancora sul tappeto pronto da essere impilato con l’anno nuovo.

Ho fatto il banditore d’asta e il giurato ad un concorso canoro. Per me è SI.

Ma davvero nel 2018 guarderemo i mondiali senza Italia?
A proposito di mondiali . . L’emozione della Fede nazionale e quel mondiale vinto nell’ultima vasca è un momento top del 2017.

John Snow re del Nord.

Addio Usain Bolt.

Sono entrato come volontario al cinema, ora sono un operatore proiezionista. Il micromondo che ruota intorno e dentro a un cinema è davvero un paradiso per chi come me ha fame e sete di cultura.

Ho lottato giorno dopo giorno con le mie debolezze e i miei difetti mettendo sul ring risorse di cui vado fiero.
Confido in loro e in qualche botta di culo ( che male non fa ) per essere ancora più vicino alla vita che vorrei nell’anno nuovo.

E lo auguro col cuore anche a tutti voi.

CHE LA FORZA SIA CON ME!

Intanto permettermi di farvi gli auguri di Buon Natale anche se con qualche giorni di ritardo, ma ovviamente in questo piccolo weekendino di festa non ho avuto occasione di prendere in mano il Blog e quindi ecco qui che a voi lettori faccio i miei auguri davvero con il cuore. Si perchè questo spazio è per me un esercizio di scrittura ed un luogo dove condividere le mie emozioni e le mie sensazioni, ma senza i vostri occhi e le vostre menti che leggono sarebbe davvero fine a se stesso.

Quindi davvero grazie e auguri.

Magari, chissà, nei prossimi giorni vi racconto come sono andati questi miei 3 giorni, ora invece, in questo spazio, voglio porre l’attenzione e portarmi in pari con gli ultimi film che ho visto e di cui non ho ancora scritto nulla.

ROGUE ONE – A STAR WARS STORY –  Udite, udite amici, ho visto davvero in dieci giorni tutta la saga che non avevo mai visto in trentotto anni. Questo in realtà è una sorta di spin-off che temporaneamente si colloca tra l’ep.3 e l’ep.4 . .  Anakin Skywalker è diventato Darth Vader e sta progettando di costruire un arma di distruzione galactica – la morte nera – , ma un piccolo gruppo di ribelli riesce a rubare una mappa con le coordinate per distruggerla. La mappa viene salvata su un piccolo hard disk che a fine film verrà consegnato alla principessa Leila che pronuncerà le parole ” Una nuova speranza” nell’ultimo frame del film. Ed ecco fatto il collegamento con il primo capitolo della trilogia originale e classica  . . .  Questo spin-off l’ho trovato un po’ pesantino e noiosetto . .. . ma probabilmente è solo colpa mia che non sono appasionnatissimo.

STAR WARS EP.4 – EP.5 – EP.6 –  La trilogia originale.  Che in realtà però avevo già visto. L’ho rivista con molto piacere e devo ammettere che vederla dopo aver immagazzinato il prequel ha tutto un altro fascino. Leggo on line che c’è una grossa diatriba su quale sia l’ordine giusto per vedere la saga. .beh io mi schiero tra quelli che dicono 1 . 2 . 3 .rogue one. 4 . 5 . 6 .7 . 8 . . .  ma lo dico solo ora. Infatti sostenevo che fosse più giusto guardarla in ordine di uscita in sala. . .ma no. La storia originale della perenne lotta tra il bene e il male con l’aggravante dei sentimenti padre.figlio.sorella è molto molto ben studiata e ben riuscita. Ma è inutile che mi metto io a fare commenti su questa pietra miliare della storia del cinema.

STAR WARS EP.7 – Vi svelo il perchè di tanto accanimento nel recuperare tutti questi film in una settimana, sabato 23 dicembre ero di turno al cinema per la proiezione dell’ultimo, l’ep.8,  turno che poi ho cambiato per via della bronchite. Però siccome avrei dovuto obbligatoriamente guardarmi -gli ultimi jedi- volevo arrivato preparato per gustarmelo. E così ecco perchè me li sono fatti tutti dal primo all’ultimo in questi dieci giorni. ( per la cronaca domani riprendo le mie mansioni da operatore, nel pomeriggio proietterò COCO, quello nuovo della Pixar ). Comunque questo ep.7, il risveglio della forza, mi è piaciuto molto. E’ chiaramente studiato come primo capitolo di una triologia, si passano due ore alla ricerca di Luke e il supereroe compare solo alla fine. Ma la storia mi piace molto. Ci son rimasto molto male, devo dire la verità, per la morte di Han Solo, non me lo aspettavo.

VIVA LA LIBERTA’ ! –  Questo è stato una piacevolissima sorpresa. Trovato nel catalogo di RaiPlay e scelto per la presenza di Valerio Mastandrea, uno dei miei attori preferiti in assoluto. Ma in questa pellicola italiana del 2013 il pezzo da novanta è Toni Servillo. Straordinario. Nel cast anche una bravissima e “femminissima” Valeria Bruni Tedeschi. Il film racconta le vicende di un politico stanco e stressato che di fronte alle previsioni di una sconfitta elettorale decide di scomparire e rifugiarsi a Parigi inseguendo una “vita diversa che gli è scappata di mano”. Sarà il suo braccio destro a sostituirlo con il fratello gemello, scrittore e filosofo appena uscito da una clinica psichiatrica. Le idee e la personalità del “sostituto” sono così irriverenti e innovative che fanno crescere il consenso al partito e ristabiliscono il futuro dell’onorevole “originale”. I due fratelli sono interpretati da Servillo, abile nel far trasparire in uno il desiderio di scappare da tutto e la malinconia per una vita passata che poi ha preso la strada della politica quasi per conto suo, nell’altro la scaltrezza e la follia di un uomo che dopo aver passato anni in clinica psichiatrica si trova nel “gioco della politica” trovando linfa e adrenalina per le sue giornate.

La riflessione è obbligatoria: quanto abbiamo deciso davvero noi nella vita che stiamo vivendo? Quanto vorremmo scappare e ricominciare da un altra parte? Quanto siamo felici?

Per fortuna quest’ultima domanda fatta oggi suona meno pesante di quello che sarebbe in un altro periodo dell’anno. Nelle feste di Natale siamo per forza di cose meglio disposti al sorriso e alla dolcezza del cuore. . .ed infatti:

UNA POLTRONE PER DUE – Intramontabile tormentone del Natale. Se a Ferragosto ogni anni arriva il reggaeton di un portoricano, a Natale ogni anno arrivano Eddie Murphy, Dan Aykroyd ed una giovanissima Jamie Lee Curtis che tra l’altro mostra anche due tette da paura in un paio di scene ( che non ricordavo e che quest’anno mi hanno colpito ), sempre che non si tratti di controfigura. In realtà questo classicone della Vigilia di Natale l’ho sempre visto a pezzetti, solitamente trascorro la Vigilia fuori casa e quindi non sono mai riuscito a guardarlo con attenzione. Infatti questa volta l’ho visto alla sera del 25. E devo dire che ci sta tutto alla grande. Ottimo e perfetto film per queste occasioni così leggere e spensierate. Leggo proprio ora, aprendo la pagina di Wikipedia del film, che è dal 1997 che Italia 1 lo trasmette alla sera del 24. Spettacolo!!!!!!!!!!

Mi sembra di aver segnalato tutti i film che ho visto in questa ultima settimana, ora non mi resta che iniziare a tirare le somme dell’anno che sta volgendo al termine e preparare i buoni propositi per l’anno nuovo, e allora è proprio il caso di dirlo:

“Che la forza sia con me”

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