UN ALTRO TRIS DI FILM

Come già ampiamente detto, sono costretto a casa da una bella bronchite, e le mie medicine, oltre alle punture e alla tacchipirina, sono i Film. Almeno uno al giorno.

Gli ultimi tre che ho visto, prendendomi una pausa dalla saga Star Wars, li devo tutti alla cara vecchia mamma Rai, che ha una programmazione che spesso si sottovaluta ma che attraverso RaiPlay risalta come un piccolo diamante nel nulla totale dei pomeriggi televisivi. Non me ne vogliano le varie Marie, Caterine, Barbare . . . ma un film è sempre un film. Poi da oggi, almeno per il weekend, ampio spazio al calcio. FINALMENTE.

LA CIOCIARA quando scorro il catalogo di RaiPlay incappo sempre in questi film vecchi, un titolo così lo so conosce da sempre, si è sempre sentito che ha fatto la storia del cinema italiano. . . Vittorio De Sica regista, la Loren primo premio Oscar straniero come miglior attrice protagonista ( proprio con questo film ), Jan Paul Belmondo . . . perchè non guardarlo???

Mi è piaciuto molto, anche se il dramma che si consuma negli ultimi venti minuti è veramente pesantissimo da digerire senza bicarbonato. Fino a quel punto la trama è piacevole, per quanto può essere dolce la storia di un gruppo di sfollati italiani durante la seconda guerra mondiale, e fa davvero capire come hanno vissuto i nostri nonni durante quegli anni.

Sofia Loren, che anche oggi è una splendida donna, in questo film è qualcosa di pazzesco. Pur essendo sempre sfatta e in difficoltà tra bombe, fame e polvere, è davvero di una femminilità che fa sudare. Lo ammetto. Una linea di febbre mi è salita ammirandola.

Se vi capita guardatelo, preparandovi però ad un finale crudo. Io non me lo aspettavo.

THE WOLF OF WALL STREET ho letto su MyMovies che sarebbe andato in onda sulla Rai giovedì notte, e così ieri pomeriggio l’ho cercato subito. Non tutti i film restano in catalogo per molto tempo, e con questo non volevo rischiare.

L’accoppiata Scorsese – DiCaprio è una grossa garanzia, anche se poi nel 2014 sono rimasti all’asciutto di statuette, se non ricordo male. L’ironia ed i meme con cui ci si è divertiti alla faccia del buon Leo è difficile da scordare.

Film interessantissimo, mi ha ricordato molto BLOW. La vita di un broker ricchissimo, nell’altro era un pusher, spesa tra droghe di ogni genere e mignotte. La vita che un po’ sognano tutti insomma. NO non è vero. Certo i soldi però aiuterebbero a vivere, ma poi siamo così sicuri che diventando ricchi sapremmo restare le persone che siamo ora? E’ questa la domanda che mi sono posto alla fine del film . . .  ” Sarebbe bello essere in grado di vendere come il protagonista, anche solo per le nostre questioni giornaliere, ci farebbe migliorare la nostra vita. Si ma poi se le cose vanno bene sarei in grado di restare come sono ora? Come quando si vince al superenalotto. . .poi? Che persona diventi? ”

Vabbè intanto però correte tutti ad ordinare il mio nuovo libro VOLEVO FARE IL CANTAUTORE INDIE, poi vediamo  😉

Comunque sia, Di Caprio può benissimo interpretare un ventenne senza apparire ridicolo. Non invecchia MAI!!!

BENVENUTO PRESIDENTE! anche questo un film del 2013, di Lorenzo Milani, che, scopro ora cercando notizie su di lui, è quello della GUERRA DEGLI ANTO’ . . .tanta roba!!!

Ieri sera ho visto su Rai3 che iniziava questa che doveva essere la classica commediola da sera senza impegni, con Claudio Bisio, ed invece si è rivelato essere un film davvero molto intelligente. E giusto.

Ecco dei tre è quello che vi consiglio di più. Leggero, divertente ma davvero giusto.

Un pescatore che ha la “sfiga” di chiamarsi Giuseppe Garibaldi viene eletto presidente della repubblica a causa di un giochetto sporco delle varie forze politiche che in sede di voto scrivono tutti appunto questo nome storico.

Il problema è che esiste davvero un G. G ed è il pescatore Clausio Bisio.

Arrivato alla poltrona, inizia a destabilizzare le istituzioni ed i protocolli, agende semplicemente con il buon senso di un cittadino onesto di media cultura.

Viene nel film evidenziato, come i problemi del nostro paese, potrebbero essere risolti tranquillamente applicando il giusto pensiero.

“123.000 euro all’anno per fare il presidente non mi servono, sono troppi, facciamo che regalo 1000 euro a chi viene licenziato.”

“Perchè dovrei firmare una legge che leggendola non ho capito niente?”

Sono chiaramente provocazioni, ingrandimenti di quello che potrebbe essere la realtà, ma è davvero così distante la soluzione a tutto??

Alla fine con questo film il venerdì sera senza radio e chiuso in casa è passato via veloce e accattivante.

Ora chiudo che vado a scegliere il film per oggi 😉

A presto.

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LA MIA PLAYLIST XMAS 2017

Ho deciso che oggi è il giorno giusto per scrivere questo articolo, mancano soltanto dieci giorni a Natale e nel mio lettore inizio a passare canzoni natalizie con più insistenza.

Anche quest’anno, come ogni anno, ho creato una mia playlist personale, in realtà mi è stata commissionata qualche giorno fa da una amica e dopo una lunga selezione durata un intero pomeriggio ho scelto questi 15 brani che mi sembrano i più adatti a questo Natale alle porte.

Le canzoni di Natale, quelle tradizionali o quelle che benissimo si sposano con questo periodo dell’anno sono più o meno sempre le stesse. Vi accorgerete, se andate a prendere i miei consigli dell’anno scorso che varia veramente poco, del resto ho una cartella nell’hard disk esterno in cui durante l’anno aggiungo brani che scopro ideali, ma quelli vecchi non li cancello mai.

Ecco dunque le 15 scelte per quest’anno, rigorosamente con una scaletta scelta da me e accompagnati da due righe che raccontano il ricordo, il legame o il motivo per cui sono state scelte.

HAPPY XMAS ( WAR IS OVER ) – JOHN LENNON la più tradizionali delle canzoni, brano che davvero ha scandito tutti i miei Natali ( e credo quelli di molti altri )

HEAVEN FOR EVERYONE – QUEEN ogni volta che l’ascolto torno al Natale del 1999, in particolare al Capodanno del nuovo millennio, quando ho trascorso l’intero pomeriggio ad ascoltare il disco Made In Heaven per gestire l’emozione della festa che avrei fatto di notte col passaggio agli anni 2000. ( Che sfigato ).

ALL I WANT FOR XMAS IS YOU – MARIAH CAREY dico la verità: l’ho riscoperta e rivalutata quest’anno all’inaugurazione della pista di pattinaggio a Cantù dove ho fatto l’animazione. La gente era entusiasta. Sarà che tutti questi campanelli creano davvero una atmosfera pazzesca. Quella che tutti noi andiamo cercando alla fine dell’anno.

MAN IN THE MIRROR – MICHEL JACKSON diciamo che Natale è solo la scusa per sentirla più volte senza mai annoiarsi neanche dell’1 %. Una delle mie canzoni preferite in assoluto, al di là dell’Happy Xmas.

VIVA FOREVER – SPICE GIRL questa me la porto davvero da tanto tempo. Ricordo che quando ero appena ventenne facevo playlist per la colonna sonora del presepe artistico che realizzava la mia famiglia. Le spice sul presepio? E invece l’atmosfera e la delicatezza di questa canzone ci stanno da Dio con le luci intermittenti  . .  provate??

LET IT BE – THE BEATLES quante volte ho detto che John Lennon ed il suo messaggio sono stati nella mia vita una guida?? Tante. ” Quando le persone dal cuore infranto
che si trovano sulla terra sono d’accordo, ci sarà una risposta “. . . Buon Natale gente. Buon Natale.

SHAKE UP CHRISTMAS – TRAIN brano fresco. Nuovo. ( 2010 ). Diverso da tutti quelli ascoltati finora . Mi ricorda la mia prima partecipazione alla maratona radiofonica della vigilia di Natale. Tutti gli speaker che si alternano per auguri e scelta musicale. E’ stato il primo brano che ho scelto in quella occasione.

COSI’ CELESTE – ZUCCHERO idem come sopra. Idem come per le Spice Girl mi ricorda i momenti legati alle feste passate con la mia famiglia. Quando venti anni fa era ancora tutta al completo con zii e nonni.

PERFECT – ED SHEERAN unica novità di quest’anno. La canzone più bella in assoluto di questo Natale. Il ragazzo è un fenomeno. La canzone è pura, ma pura davvero, magia.  Mi emoziona davvero un sacco.

THANK GOD IT’S CHRISTMAS – QUEEN ancora ricordi legati alla fine degli anni ’90, in generale i Queen mi portano sempre li con il tempo. In questo brano la voce di Freddie è meglio della stella cometa.

WHAT A WONDERFUL WORLD – LUIS ARMSTRONG anche questa figlia dell’emozione che ho provato in pista di ghiaccio con tutte le proiezioni luminose sugli edifici intorno. L’atmosfera era magnifica e fino a dopo le feste voglio riviverla e ricordarla attraverso questo brano.

HEAL THE WORLD – MICHAEL JACKSON servono spiegazioni? Non è forse il Natale la festa che ci mette davanti al proposito di essere migliori? Come in Man in the mirror il messaggio è quello che se cambiamo noi . . . tutto il mondo può cambiare . . Adrianaaaa

THE RAGPICKER’S DREAMS – MARK KNOPFLER la mia canzone di Natale! senza se senza ma ormai da anni è il mio pezzo preferito per questa occasione.

IMAGINE – JOHN LENNON prendete il testo di questa canzone e fatelo diventare la tavola dei comandamenti del mondo. Poi vediamo come va.   . .

O E’ NATALE TUTTI I GIORNI – L.CARBONI e JOVANOTTI mi era caduta nel dimenticatoio, poi qualche settimana fa girovagando su Youtube l’ho ritrovata. Bella e simpatica cover fatta da questi due parecchi anni fa. Cover di MORE THAN WORDS degli Extreme. . .e già questo è un motivo valido per chiudere come si deve una playlist.

Come sempre poi però il consiglio che vi do è quello di suonare quello che vi sussurra il cuore e quello di cui ha bisogno la vostra anima.

 

 

UN SACCO DI FILM SOTTO L’ALBERO

Quest’anno mi sono trovato una gran bella sorpresa sotto l’albero di Natale. Una bella bronchite che mi sta costringendo a letto da una settimana e ancora non si vede la fine del tunnel. Sta di fatto che il periodo più bello dell’anno è giocato. Niente luci nelle piazze, niente alberi illuminati, niente gioia sui visi della gente dentro e fuori dai negozi e niente cene natalizie con amici e colleghi. Niente magia del Natale con la mia dolce metà, e questo fa davvero male.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere: stare a casa conciato ed ammalato per me significa una cosa soltanto, ammazzarsi di FILM.

Recupero quindi, qui in questo post, in una volta soltanto, i cinque film che ho visto, uno al giorno, in questi primi giorni di convalescenza.

THE QUEEN, film di Stephen Frears del 2006. Lui è quello di “Alta Fedeltà”, ” Le relazioni pericolose”, “Cheri” e tanti altri film degni di nota fino ad arrivare all’ultimo “Vittoria e Abdul” che non ho ancora visto.

In questa pellicola si narrano le vicende dei reali d’Inghilterra nell’estate del 1997. L’ascesa al potere di Tony Blair e la morte della principessa Lady Diana, visti principalmente dal punto di vista della Regina Elisabetta II interpretata magistralmente da Helen Mirren che infatti si è presa l’Oscar per questa recitazione.

Un film molto piacevole che mi ha purtroppo fatto scoprire un pezzettino di storia che invece avrei dovuto sapere benissimo. Ma ahimè nel 1997 ero veramente un adolescente che pensava agli Oasis e non a Buckingham Palace ( anche adesso non sono cambiati i miei interessi ), ma mi rammarico e mi tiro le orecchie per non essermi vissuto con più interesse la vita di Lady D. Ho scoperto solo grazie a questo a film che deve essere stata una donna eccezionale e qualche notiziario o notizia in più nei miei 15/18 anni avrei dovuto seguirlo per conoscere la sua storia. L’attaccamento della nazione per questa figura mi ha lasciato di sasso. Ho recuperato in questa occasione anche il video dell’esibizione di Elton John al funerale. . . Meraviglioso. E anche allora forse ero più attento ai fratelli di Manchester che all’iconico buon vecchio Elton.

Chiaramente il film mette in cattiva luce la famiglia reale che quasi, e sottolineo quasi, vede la morte della bionda Lady D come una liberazione dagli impacci che le sue vicende e le sue idee avevano creato. Non per niente si parla ancora oggi di complotto.

La Mirren ben guidata dal regista, però, ci porta sul divano di casa nostra una Regina molto umana, semplice, una “zia” che tutti noi abbiamo avuto. Ce la rende davvero così “donna comune” che sembra assolutamente di avercela seduta in salotto con noi a guardare il film.

In conclusione, visto che devo parlare anche di altri 4 film, voto alto.

TUTTI I SANTI GIORNI e io ormai ho finito i complimenti per Paolo Virzì. Se con i suoi ultimi lavori si era preso una enorme fetta delle mie preferenze cinematografiche, con questo film del 2012 che ancora mi mancava all’appello si è definitivamente consacrato. Per quel che vale, nel mio catalogo dei preferiti. E immagino che potrebbe anche vivere senza questo traguardo.

Il film è tratto liberamente da un romanzo “La Generazione” di Simone Lenzi che ammetto di non conoscere. Ne libro ne autore. Ma il bello della cultura è che smuove interesse ed ora incuriosito andrò sicuramente almeno ad informarmi su biografia e produzione anche di questo autore. In realtà sto leggendo pochissimo. Un po’ perchè sono arenato con un mattone che non finisce mai e un po’ perchè tra scrivere, la radio, il cinema, spesso l’oretta libera la dedico al cazzeggio.

Tornando al film: BELLISSIMO.  Narra la storia di due ragazzi che convivono e che cercano il loro primo figlio che però non arriva mai. Lui portiere di notte, lei impiegata in un noleggio auto. Le vite che incrociano soltanto per pochi attimi al mattino mentre lui va a dormire e lei si alza. La vita che si mette di traverso alla generazione della vita.

Un film che lascia qualche domanda. Un film di quelli che mi piacciono un sacco. E non potrebbe essere altrimenti. In Italia si fanno degli ottimi film. Dobbiamo pensarlo tutti.

Dei cinque visti è quello che consiglio più di tutti.

STAR WARS EP.1 – EP.2 – EP.3 ricordate, se siete miei lettori, che molto tempo fa ho iniziato a guardare la saga che alla veneranda età di 37 / 38 anni ancora mi mancava? Beh questa bronchite è servita a recuperare tanta strada persa. In realtà so che avrò turno al cinema durante le festività e dovrò proiettare EP.8 e quindi perchè non tirarmi in pari??

I primi tre episodi sono il prequel della trilogia originale ( che ho già visto ma probabilmente riguarderò ora con un po’ di concetti più chiari ) e sostanzialmente raccontano come e perchè Anakin Skywalker è passato al lato oscuro della forza diventando Dart Fener.  In tutti e tre i film la regia è di quel visionario dantesco di George Lucas e dico così perchè per inventarsi una storia così, personaggi così e mondi così bisogna essere come Dante Alighieri.

Non starò a dilungarmi su questi tre film. Se siete appassionati della saga io non ho ne le competenze ne l’entusiasmo per rendere le mie parole interessanti, se invece volete sapere il mio parere vi basta recuperare gli articoli scritti quando ho visto gli episodi 4 e 5.

Facendola breve è una saga che un appassionato di cinema deve avere per forza nel suo background, è storia del cinema che con piacere vedo che continua ad andare avanti con successo ( ora nelle mani di JJ Abrams poi sta in una botte de fero , spero! ), ma è troppo lontano dai miei gusti personali per farmi diventare un fan invasato.

In questi giorni conto di guardare anche Rouge One e EP.7, nonostante quella scintilla che è scattata a miliardi di persone nel mondo a me non sia scattata.

Grazie per la lettura, mi rendo conto che è stata lunga. Ma se arrivati fin qui, credo piacevole.

VOLEVO FARE IL CANTAUTORE INDIE – ringraziamenti

Utilizzo le pagine del mio Blog per rendere pubblici i ringraziamenti che per scelta editoriale non sono apparsi sul libro appena uscito.

Essere di nuovo qui a distanza di qualche manciata di mesi davanti ad un foglio bianco da riempire con i ringraziamenti mi riempie di estrema gioia. E probabilmente tutto questo lo devo ai lettori. Ecco quindi che il mio primo pensiero va a loro, a chi ha scelto il mio nome e le mie parole per passare qualche istante della sua vita.

Grazie davvero.

Doveroso poi ringraziare tutte quelle persone che senza saperlo hanno ispirato le mie storie e le mie poesie. Nel mio modo di scrivere c’è molto di quello che mi succede intorno, almeno come nocciolo della questione. Poi guarnisco e invento a piacimento.

Grazie alla mia splendida compagna di vita che è un miracolo che si rinnova giorno dopo giorno e mi permette di essere quello che sono curando tutti i miei limiti.

Grazie alla mia famiglia, agli amici di sempre, a tutti quelli nuovi e a chi intreccia il suo sguardo con il mio senza indifferenza.

Grazie a Cristina che con i suoi consigli smonta sistematicamente tutto quello che scrivo aiutandomi e spingendomi a migliorare, grazie al Latinista e DjPnP compagni di avventura radiofonica per aiutarmi a tenere sempre alta la mia asticella creativa.

Grazie a Ivano per avere ancora una volta contribuito con la sua esperienza a rendere questo lavoro più grazioso.  A lui spetta il plauso per il trucco e il parrucco.

Grazie al mio psicologo che mi ha ribaltato e risvoltato a dovere in questi mesi, e poi mi ha rimesso in piedi in un modo un po’ più stabile.

Grazie a tutti gli artisti che con i loro dischi ed i loro film mi influenzano e mi fanno imparare. Mi fanno crescere.

Infine grazie a me stesso.

copertina

CARO BABBO NATALE

Caro #BabboNatale,

come vedi mi sono aggiornato e allora niente letterina quest’anno ma solo un post con il tuo ashtag.

Da qualche giorno siamo entrati nel mese più magico dell’anno e già nell’aria si sente la tua presenza.

Le luci intermittenti hanno cambiato il panorama dei nostri piccoli paesi e a volte passeggiando mi sembra di essere in un piccolo bigliettino di auguri.

Ti dico la verità, io ancora non ci sono tutto dentro, ma so che col passare dei giorni anche in me ci sarà quella trasformazione che mi farà sentire ancora un fanciullo.

Il fatto è che ogni anno che passa l’atmosfera perde un po’ di intensità. Ho quasi quaranta natali alle spalle e ormai lo so, con certezza, che i migliori per me sono già andati.

Da qualche anno non più le numerose tavolate con i nonni, con le loro attenzioni speciali. Passano gli anni e i dolci aumentano, le lasagne cuociono ancora e al tavolo manca sempre uno schiaccianoci per tutti.

Anche se quei tutti sono sempre meno, sono uno di qua, uno di là, sono “viene solo stasera” ed i racconti delle vecchie tombolate diventano quasi malinconici.

Tu no invece, caro Babbo Natale.

Tu sai sempre rinnovare il piacere di attenderti.

Sei una fottuta prima donna e ti stimo anche per questo.

E un po’ ti invidio.

Perché io invece  cambio. Ogni anno sempre di più.

La vita, il quotidiano, ti remano contro.

Poco spazio per la gioia, lo stupore e solo grandi seccature che poi spengono qualcosa dentro.

Ecco allora qual’è la tua importanza.

E quella di tutto il circo che si mette in piedi in questo mese.

Riaccendere.

Tirar fuori il meglio nascosto nel fanciullo che ogni giorno spegniamo.

Non serve altro.

Confido in te. E ci credo.

E allora te lo dico con venti giorni di anticipo:

Grazie.

VOLEVO FARE IL CANTAUTORE INDIE

Finalmente posso dirlo e posso annunciarlo, esce ufficialmente mercoledì 6 dicembre il mio nuovo libro.

Utilizzo le pagine di questo Blog per pubblicare una sorta di “introduzione dell’autore” in cui sintetizzo e spiego il lavoro fatto e perchè no incuriosire i possibili lettori.

Visto che ci siamo, potrebbe anche essere una ottima idea da inserire nelle vostre Wishlist per Natale.

Titolo :   VOLEVO FARE IL CANTAUTORE INDIE

Genere :  Poesie + Drabble

Il libro esce per Edizioni Amande ed è inserito nella collana Nuove Luci curata da Ivano Mingotti e dedicata ad autori emergenti e sperimentali.

Tutto esattamente come per il mio primo lavoro, POESIE POP.

Compreso il prezzo di copertina che è 9.90 euro.

Il libro è diviso in due atti: due stili letterari ben distinti che hanno lo stesso scopo: RACCONTARE.

E’ proprio questa la parola chiave di questo libro, l’esigenza di fotografare il mondo che mi ruota intorno, addosso e condividerlo come farebbe un cantautore indie.

Ed è subito spiegato il perché di questo titolo così particolare.

Intanto però definiamo l’indie, il cantautore indie. In questo genere musicale vengono inseriti quegli artisti che non appertogono alle etichette discografiche mainstream, quelli un po’ fai da te. . .  io per esempio mi ritengo uno scrittore indie.

Negli ultimi anni in Italia si è sviluppata una nuova generazione di artisti indipendenti che raccontano storie e le sensazioni, così come i sentimenti, sono solo la conseguenza e non l’essenza.

Il titolo gioca molto sul fatto che io non so cantare e so solo strimpellare la chitarra e quindi volevo fare il cantautore  . . . .  ma lo faccio comunque scrivendo.

Come dicevo libro diviso in due atti:

Il primo atto è una raccolta di poesie tutte scritte nell’ultimo anno, al contrario di POESIE POP che conteneva il lavoro di una vita, quindi a mio avviso molto più figlie della vita di adesso, la vita di un quasi quarantenne che ancora fa a pugni con la necessità di virare verso l’età adulta e che con disincanto osserva il mondo che gli gira intorno con un forte desiderio di raccontarlo.

Sono una quarantina di poesie che esprimono ancora di più il mio stile di scriverle: testi, brani, pensieri che richiamano alla canzone e non alla poesia classica.

Troverete poesie che narrano. La voglia di raccontare i fatti prevale sulla descrizione delle emozioni con cui questi vengono percepiti, anche se i sentimenti poi stanno fisiologicamente in quello che si chiama poesia e per forza di cose sbocciano prepotenti fiorendo tra i racconti distribuiti sapientemente nella scaletta che porta dalla prima all’ultima composizione.

E’ proprio così, ho pensato all’ordine con cui inserire le poesie immaginando di trovarmi su un palco e leggerle come se fosse un concerto. E quindi come in una scaletta musicale che si rispetti si parte col botto e poi si scivola via tra pezzi rock e pezzi lenti fino ad arrivare al gran finale.

La genesi, anzi lo spunto per queste poesie, è sia autobiografico che immaginario, spesso è figlio di quello che ho visto intorno a me.

 

Il secondo atto è decisamente e completamente narrativa.

E’ una raccolta di drabble.  Il drabble è un esercizio di scrittura che consiste nel raccontare una storia in 100 parole. Non possono essere 99 e non possono essere 101.

All’interno della raccolta c’è anche un racconto che si sviluppa in quindici episodi, sparsi qua e là tra i vari raccontini.

Volendo, ma questo lo lascerò fare al lettore, si potrebbero fare due sottocategorie:

le storie: vere e proprie storielle racchiuse in 100 parole

le fotografie: descrizioni di un momento attraverso la parola. Sempre in 100 parole

Questi racconti sono stati scritti per lo più nel 2015 e ben si sposano con questo libro che appunto si pone l’obbiettivo di raccontare.

Se le poesie toccano anche il lato interiore, i racconti sono puro e leggero piacere di leggere.

Perché scrivere in 100 parole? Sempre per il mio credo della necessità di sintesi, l’idea di scrivere un racconto che per esempio può nascere e morire in uno stato di Facebook oggi mi sembra il mezzo più fruibile per arrivare ed espandersi il più lontano possibile.

E’ un libro a cui io tengo molto

E’ un libro dedicato a me stesso.

copertina

Martedì sera: CINEFORUM

Ieri sera, quasi come ogni martedì, sono andato al Cineforum.

In realtà ieri ero di servizio, o meglio, avevo l’ultimo turno in affiancamento come operatore in sala proiezione prima del mio primo turno vero e proprio in solitudine a ridosso delle feste. Se qualcuno ancora non lo sapesse, da qualche mese sono diventato volontario al cinema del mio paese, e in tutte queste settimane ho fatto una manciata di proiezioni in affiancamento all’operatore titolare.

( diciamola tutta: ieri sera ho fatto tutto da solo, ma sapere che giù in sala c’era la “maestra” mi faceva comunque sentire tranquillo. Ma mi sento pronto e ben formato per la mia prima vera e propria ).

Così dopo cena mi sono avviato ben coperto con cappellino e sciarpa al teatro senza sapere che film ci sarebbe stato. Ieri contava “passare l’esame” e poi la pellicola quella che era era . . .  . .

BILLY LYN – UN GIORNO DA EROE

Che film ragazzi. Alla faccia del quel che c’è c’è. Tanta Tanta roba.

E’ l’ultimo di Ang Lee, che di certo se siete appassionati di grande schermo non ha bisogno di presentazioni, è un film che non ha avuto il successo che avrebbe meritato, sopratutto negli Stati Uniti dove è anche stato poco distribuito. E dopo aver visto il film ho capito perchè.

Un film che non si tiene nulla in bocca. Spara a zero sul sogno americano e dipinge gli states come una popolazione di “bambini” .. giusto per fare una citazione.

Billy Lyn è una recluta che alla sua prima missione durante la guerra del golfo compie con la sua squadra un gesto da eroe. I ragazzi di questo plotone, la squadra BRAVO, diventano così eroi nazionale e ottengono il congedo di 15 giorni per essere ben omaggiati in terra di casa.

Vengono premiati e festeggiati durante una partita di football. L’intera trama del film si svolge nelle ore delle partita, anche se le vicende che la sostengono ripercorrono il percorso del soldato da quando si è arruolato al suo ritorno a casa prima dell’evento allo stadio.

L’utilizzo del flashback accostato ai fatti che avvengono allo stadio è strepitoso. E’ così che il regista ci fa conoscere la vicenda dei soldati, ed in particolare del protagonista Lyn, attraverso i suoi ricordi e la sua percezione del presente che sta vivendo.

E’ così che lo spettacolo pirotecnico che fa da coreografia allo show di Beyonce diventa un continuo di esplosioni in trincea.  E così per molte altre similitudini.

Il giovane Billy oltre alla guerra in Iraq, combatte anche una guerra interiore che lo divora. La possibilità di avere un congedo da eroe per dare ascolto alle necessità della sorella e  la possibilità di far cresce una storia d’amore che sembra arrivare con un colpo di fulmine con la bellissima Cheerleader Faison scendono in campo contro l’onore di servire la patria e l’attaccamento ai compagni e alla squadra.

La regia ci guida benissimo attraverso i dubbi e le angosce del protagonista attraverso dei primi piani che indugiano su tutto il tormento di un eroe di guerra che

sono considerato un eroe per quello che ho fatto nel giorno più brutto della mia vita “.

C’è un altra frase che mi ha colpito molto, la dice Vin Diesel ( bravissimo nella parte del sergente ) al giovane Lynn prima della missione. Purtroppo non me la ricordo nitidamente e giuro che sono ore che cerco in rete il modo per trovarla. E’ una di quelle frasi che con un copia incolla metterei subito come post su un mio social network. Ricordo però bene il senso. . .  a furia di cercare qualcosa di più rischi di non sentirti mai arrivato. Ed invece ci sei già da un bel po’.

Meraviglia.

Concludendo voto molto alto a questo film che si può dire ho visto per sbaglio. Ma del resto ci pensavo un po’ stamattina:

Da quando frequento il sottobosco del cinema mi sento un po’ più libero.